Noi dell’OPIFICIO330 “nessuno di noi sa fare bene quanto tutti messi assieme”

Quando persone attente alle problematiche sociali e con una forte sensibilità per le espressioni artistiche si incontrano e si riconoscono nei valori di impegno, reciprocità, collaborazione, solidarietà e più generalmente di rispetto per il patrimonio umano, culturale e ambientale, nasce spontaneamente il desiderio di condividere le idee e gli interessi che le accomunano.

Se sono anche operose, decidono di associare le loro competenze e di “fare assieme”. 

Nasce così l’OPIFICIO330, fabbrica di iniziative artistiche e socio culturali dove “330” è il numero civico dell’ex Ospedale Psichiatrico di Udine, luogo in cui dal 2014 si svolge un evento culturale e artistico, che ci ha visto protagonisti: L’Arte Non Mente.

Siamo stati tra coloro che hanno collaborato all’ideazione e alla realizzazione dell’evento, supportando anche l’importante obiettivo di stimolare l’attenzione pubblica sulla necessità di intervenire per il recupero degli spazi di archeologia industriale e di memoria storica, nonché quelli di rilevante importanza botanica, del Parco. Una dovuta restituzione alla città di un luogo che è memoria e può diventare un opificio di progettualità, di idee e relazioni condivise, aperto e fruibile da tutti.

Un grande spazio di vita con laboratori per la cittadinanza, eventi artistici e culturali, residenze d’artista e molto altro. 

L’OPIFICIO330 opera a 330 gradi, dove i 30 gradi mancanti a chiudere il cerchio, sono uno spazio di apertura al fare con voi: con gli enti che operano sul territorio, con una rete di partner e con ogni altra figura che si riconosca nei valori e negli obiettivi della nostra associazione. Una porta aperta, accesso a uno spazio dove stare bene assieme.

Il nostro elemento distintivo “i progetti vincenti sono quelli partecipati”

La nostra volontà è di progettare e promuovere iniziative innovative e stimolanti che raccolgano e rispondano ai bisogni del territorio e della cittadinanza.

La nostra audacia sta nel voler fare questo con voi.

Svolgere attività di arte partecipata significa mettere l’artista in rapporto dialettico col contesto e la finalità dei progetti ottenendo un coinvolgimento emozionale, l’opera finita non sarà più la prerogativa del singolo ma la risultante del fare assieme.

I soci fondatori costituiscono un gruppo progettuale eterogeneo che ha maturato competenze in vari contesti con esperienze professionali, artistiche e non, nazionali ed internazionali.

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